Intervista a Chiara Monticelli

In campo è un concentrato di grinta e determinazione. Carismatica e trascinatrice, è il punto di riferimento per le sue compagne. Fuori dal campo è una ragazza timida e riservata, arrossisce al primo complimento. Chiara Monticell è capitano della squadra di pallavolo di Villa Cortese. Nella palestra, che dopo undici anni è diventata la sua seconda casa, la ventiquattrenne banda biancoblù si racconta.

Monticelli, quale è la forza di questo Villa Cortese?

"Considerato che siamo la squadra con l'altezza media più bassa del girone, senza delle individualità particolari, risponderei il gruppo. Sembra una frase fatta, ma stiamo benissimo insieme, ci divertiamo come matte. In spogliatoio cantiamo, c'è allegria e complicità, che si traduce in una forte intesa anche in partita."

Unite e affiatate in campo. Lo siete anche fuori?

"Usciamo spesso insieme. Soprattutto per serate al karaoke: non ci limitiamo a cantare in spogliatoio! Di solito è Elide Tavella a far partire i cori. Il nostro pezzo forte è "Rose rosse", una hit un po' datata ma è, senza dubbio, la nostra preferita".

Come è nata la passione per la pallavolo e come Chiara Monticelli è arrivata ad indossare la maglia numero 13 di Villa Cortese?

"Ho iniziato in seconda elementare, incentivata da mia mamma, che è stata una brava alzatrice. Anno dopo anno, la passione per questo sport si è fatta sempre più grande. Impegni e sacrifici a volte mi fanno pensare di smettere. Poi, però, non riesco immaginare la mia vita senza pallavolo. A maggior ragione con un gruppo così".

Da undici anni in biancoblù, capitan Monticelli ha avuto modo di seguire l'evoluzione della squadra.

"Villa Cortese è una seconda famiglia. Da "piccolina" del gruppo, sono diventata, da tre anni, il capitano. Ho vissuto momenti belli e altri meno, come le finali scudetto perse dalla Prima squadra, che seguivo ammirandola. Ho seguito con grande passione la serie A, sognando d'arrivare a quel livello".

A chi ti ispiri, qual è il tuo modello di giocatrice?

"Quando ero piccola la mia preferita era Paola Cardulo. Oggi, senza dubbio, dico Sara Anzanello, un esempio straordinario in campo e fuori. Non ho avuto il piacere di conoscerla di persona, ma l'ho sempre ammirata per le sue straordinarie doti di giocatrice e di persona. Sento la responsabilità di dare il massimo anche per lei che, come me, è stata capitano di questa squadra. Sarebbe bello riuscire a conquistare proprio quest'anno qualcosa di importante per dedicarlo a lei".

Dal capitano tutta grinta e determinazione, alla ragazza che frequenta ingegneria chimica al Politecnico di Milano.

"Sto preparando la tesi e la laurea è prevista a metà aprile. Il mondo del lavoro lo vedo ancora lontano, anche se è dietro l'angolo. Mi piace molto la petrolchimica. La mia tesi è in collaborazione con Eni e lavorare lì sarebbe molto più che stimolante."

Come trascorre il tempo libero?

"Adoro la fotografia e i libri gialli. Camilleri e Carofiglio sono in cima alle mie preferenze: tra Montalbano e l'avvocato Guerrieri è una bella lotta".

Ventiquattro anni, un campionato da onorare al meglio anche per Sara Anzanello, una laurea da preparare. C'è posto per un sogno del cassetto?

"Vorrei soltanto essere una persona migliore, circondata dalle persone che amo, prendendo ad esempio mio fratello".

Ultima la sfera privata...

"Sono fidanzata da alcuni anni con un calciatore, che ho conosciuto su un campo da beach volley".

Chiara Miliani - Pubblicata su Il Giorno - Sabato15 Dicembre 2018

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa "Cookie policy". 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.